Quanta acqua tenere in casa (probabilmente ne hai già)
Gli italiani bevono più acqua in bottiglia di chiunque altro in Europa. Circa 273 litri a testa in un anno, contro una media europea di poco più di cento. Un terzo delle persone non beve altro.
Questo significa una cosa curiosa, e quasi nessuno ci ha mai pensato: la maggior parte delle case italiane ha già in casa una scorta d’acqua sufficiente a coprire tre giorni.
Per qualche giorno alla settimana.
Il punto basso
La soglia europea è di tre litri a persona al giorno, per tre giorni. Nove litri a testa. Per una famiglia di tre persone sono ventisette litri, cioè meno di due casse da sei bottiglie.
Il sabato pomeriggio, appena tornati dalla spesa, quasi ogni casa italiana è ampiamente sopra questa soglia.
Il venerdì sera della settimana dopo, con l’ultima bottiglia mezza vuota nel frigo, quasi nessuna lo è.
E qui sta tutta la questione, perché la resilienza di una casa non si misura sulla media. Si misura sul punto più basso. Un guasto alla rete idrica, un’ordinanza che vieta di bere l’acqua del rubinetto, un’autoclave ferma per un blackout: nessuna di queste cose consulta il tuo calendario della spesa. Arrivano quando arrivano, e ti trovano dove ti trovano.
La domanda giusta quindi non è quanta acqua compri. È quanta acqua c’è in casa nel tuo giorno peggiore.
Per molte famiglie italiane la risposta è: quasi zero, una volta a settimana, tutte le settimane.
La cassa che non si apre
La soluzione non richiede di comprare di più. Richiede di togliere una cassa dalla rotazione.
Prendi una cassa d’acqua, scrivici sopra il mese con un pennarello, e mettila da qualche parte dove non finirai per aprirla per comodità. Non in cucina. Non accanto alle altre. Sotto un letto, in fondo a un armadio, in cantina se ce l’hai.
Quella cassa non fa parte della spesa. È il pavimento sotto il punto basso.
Una volta all’anno la apri, la bevi nel giro di qualche settimana, e ne metti via una nuova. L’acqua imbottigliata non scade nel senso in cui scadono gli alimenti: la data riguarda soprattutto il sapore e la plastica, non la sicurezza. Ruotarla una volta all’anno è più che sufficiente.
Costo dell’operazione: una cassa d’acqua che avresti comprato comunque. Tempo richiesto: il tempo di scrivere un mese con un pennarello.
Dove sta, in un appartamento
Sotto il letto è la risposta più frequente e la più ignorata. Quasi tutti i letti hanno quindici o venti centimetri di spazio sotto, e una cassa coricata ci scivola senza problemi.
In fondo a un armadio, sotto le scarpe. Sopra i pensili della cucina, nello spazio tra i mobili e il soffitto che in tanti appartamenti resta vuoto. In cantina, se ce l’hai e se puoi raggiungerla senza ascensore, perché una cantina irraggiungibile non conta.
Sul balcone soltanto se non prende sole diretto. Il calore e la luce rovinano prima la plastica e poi l’acqua. Se il balcone è l’unica opzione, tienila in uno scatolone chiuso.
La parte onesta, che riguarda il resto dell’anno
C’è un problema più grande dietro questo, e vale la pena dirlo anche se non è il tema di questa pagina.
Duecentosettantatré litri a testa all’anno sono tantissimi, e in Italia l’acqua di rete è potabile quasi ovunque. Milano, per dire, ha una delle reti migliori del paese. Una famiglia di quattro persone che passa dal bottiglione al rubinetto risparmia intorno ai quattrocento euro all’anno e smette di portare decine di chili su per le scale ogni settimana.
Questo sito si chiama Basis Land e la sua frase è meglio con meno. Quindi la versione più coerente di questo consiglio non è comprare più acqua. È:
rubinetto per tutti i giorni, una cassa sigillata come riserva.
Meno plastica, meno spesa, meno peso da trasportare, e un punto basso che non scende mai sotto i tre giorni. È la stessa logica di tutto il resto: non accumulare di più, sistemare meglio quello che già passa dalle tue mani.
Se preferisci l’acqua in bottiglia per gusto o per abitudine, va benissimo. La cassa da mettere via funziona lo stesso. Ma vale la pena sapere che la soluzione più economica e più leggera esisteva già, e usciva dal rubinetto.
Quello che c’è in casa anche senza scorta
Se la rete si ferma, l’appartamento non è vuoto d’acqua.
C’è quella nello scaldabagno, se ce l’hai, spesso tra gli ottanta e i duecento litri. C’è quella nelle cassette del water, che è pulita, a differenza di quella nella tazza. C’è quella nelle pentole, nel bollitore, nelle bottiglie in frigo.
Niente di tutto questo sostituisce una riserva, e parte richiede di essere trattata prima di essere bevuta. Ma vale la pena sapere che il numero vero non è mai zero, e vale ancora di più la pena sapere dov’è la valvola dello scaldabagno in un pomeriggio qualsiasi, invece che in una sera storta.
Una cosa in più, che riguarda molti palazzi italiani: se l’edificio ha un’autoclave, l’acqua ai piani alti dipende dalla corrente. Quando salta la luce, i piani alti perdono pressione molto prima che si fermi la rete vera e propria. Se abiti sopra il quarto piano, la tua linea dell’acqua è in parte una linea dell’elettricità.
Cosa fare questa settimana
Conta le persone che vivono in casa. Moltiplica per nove. Guarda quanti litri ci sono adesso, non il giorno della spesa: adesso.
Se il numero è più basso, metti via una cassa, scrivici il mese sopra, e dimenticala.
È la preparazione meno interessante che esista. Nessuna competenza, nessuna attrezzatura, nessuna filosofia. Ed è quasi sempre la prima cosa che la prova delle 72 ore trova.
Non sai a che punto è la tua casa? La prova delle 72 ore dura novanta secondi e ti dice qual è la tua linea più debole.

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